SAGGI E TESTI


curatele e articoli per il progetto Archivio Picchi

Il progetto Archivio Picchi, dedicato alla tutela e diffusione del patrimonio di scritti inediti di Arnaldo Picchi, regista e teatrale e docente Dams a Bologna, è stato curato da Massimiliano Briarava e ha prodotto 5 volumi.

(clicca sul titolo per accedere alla scheda vendita del testi, o leggerne un estratto)


Enzo re. Dalla pagina alla scena (editore I Quaderni del Battello Ebbro, 2012) è la documentazione di una starordinario evento culturale che ha coinvolto, tra il 1997 e il 1998, l’intera città di Bologna, instituzioni, cittadini e studenti, la Fondazione Carisbo e diversi artisti del teatro, tutti impegnati a sperimentare l’efficacia di un progetto utopico. Enzo Re. Dalla pagina alla scena narra la storia della prima ed unica rappresentazione di Enzo re, il dramma-kolossal di Roberto Roversi: una storia documentata dal ricco materiale incluso nel cofanetto, ossia due volumi e un DVD:
•    la ristampa di Enzo re (1974) il dramma storico dedicato a uno dei miti fondatori di Bologna, il re prigioniero, figlio di Federico II. Il dramma è scritto da Roberto Roversi, il più impegnato tra i poeti bolognesi, e curato da Arnaldo Picchi.
• Il Diario di regia scritto da Arnaldo Picchi lungo i due anni di preparazione dello spettacolo e curato dal suo assistente Massimiliano Briarava, con collabocratori.
•    Il video DVD della performance, messa in scena in Piazza Santo Stefano nel giugno 1998, con il coinvolgimento di più di 100 studenti e la colonna sonora originale scritta e cantata dal vivo da Lucio Dalla, uno dei più noti cantautori italiani.
Il testo conserva un forte imprinting pedagogico; inoltre, mentre racconta di uno straordinario progetto di sperimentazione teatrale, offre uno straordinario oggetto di sperimentazione editoriale.



Nel Glossario di regia (editore La Casa Usher, 2015) elaborato nella precisa prospettiva di una adozione del testo nelle università, sono illustrati, in modo ragionato e attivo – e agevolando quei percorsi personalizzati che fanno del Glossario un versatile strumento di ricerca –, la storia, le tecniche, i segreti della regia teatrale: dall’analisi del testo e delle fonti al percorso con gli attori, sia in laboratorio che in prova, dalle tecniche di scena all’apparato etico che sorreggono il fare teatrale in ogni momento. Il pensiero sulla regia si nutre di un forte scambio dialettico tra le eredità storiche e teoriche della regia e i problemi pratici e di metodo che ogni regista si trova ad affrontare. Con linguaggio appassionato, fortemente coinvolto, un regista e docente racconta la propria esperienza e motiva le sue scelte, fornendo suggestioni, suggerimenti, strumenti utili a tutti: tanto agli studenti quanto a chi già si occupa di teatro; tanto al lettore specializzato quanto a quello appassionato. Picchi configura con chiarezza un “sistema di pensiero” personale ma condivisibile, contestualizzato nella Storia della Regia e nella Storia in generale. 



Il manuale Canovacci di iconografia (editore La Casa Usher, 2016) contiene studi, diari, saggi di iconografia teatrale elaborati da Picchi nel corso della sua carriera accademica, mentre andava precisando l’approccio incrociato, del tutto originale, tra storia dell’arte, iconografia e regia teatrale. L’iconografia (che analizza le immagini sulla base della loro catalogazione in temi, soggetti e trattamenti) e l’iconologia (che sviluppa le ulteriori implicazioni delle immagini immergendole nel contesto socioculturale della loro produzione e nei moventi dei loro autori), sono discipline basate su una strategia di approccio ai materiali in cui forma e sostanza, evidenza e interpretazione, si fondono in una sintesi particolarmente rispondente a quanto richiede lo studio preliminare di una regia teatrale. Sviluppando l’impostazione della Mnemosyne di Warburg, Picchi sottopone all’analisi iconografica e iconologica non soltanto materiali di natura visiva ma anche letteraria, musicale, storica, fluttuando al di sopra dalle gerarchie di valore della “grande arte” – a contemplare tutte le tecniche, gli stili, le suggestioni contemporanee che possono convivere nel momento teatrale. Con Picchi l’iconografia e l’iconologia diventano teatrali non tanto quando trattano di immagini e soggetti teatrali, bensì quali strumenti utili nel monitoraggio e governo dei significati, nel riconoscimento e nell’attivazione degli “ideogrammi culturali” e della rete di richiami su cui una regia stabilisce l’efficacia della propria comunicazione, il proprio commento, le scelte di stile. 

Teatro. Testo e studi. Il volume raccoglie 9 tra i testi più significativi scritti da Arnaldo Picchi per il teatro. Scrittura drammaturgica è per l’autore tanto una storia per voci e didascalie di allestimento quanto tutta la ricerca filologica che precede e accompagna ogni lavoro teatrale; tanto i testi originali quanto le rielaborazioni per la scena rese vive da note a margine, commenti, intarsi, e tramutati così in ipertesti, in cui vibra il contributo degli attori. Il volume contiene dunque testi di diversa natura: drammaturgie originali, adattamenti, studi per testi da realizzare, saggi a corredo.
I 5 testi che compongono la prima parte del volume dal titolo "Il Laboratorio (2006-1986)" sono stati realizzati all’interno del Laboratorio teatrale di Istituzioni di regia tenuto da Picchi con gli studenti del Dams. Risalgono all’ultimo periodo, quando più forte si fa in Picchi il desiderio di strutturare le idee che hanno retto il suo trentennale lavoro di regista e docente. I 4 testi che compongono la seconda parte del volume, dal titolo “Il gruppo Libero (1983-1968)”, sono stati realizzati per la compagnia fondata e diretto da Picchi; una tra le più solide del panorama sperimentale italiano, caratterizzata da un impegno politico concepito come parte integrante della ricerca di nuovi linguaggi per la scena – e riconoscendo nella letteratura, nella sua tradizione, il principale fattore del confronto e della crescita. 




Apologia Poetarum. Scritture raccoglie i racconti in prosa sparsi e quelli raccolti nella serie “Le raccomandazioni all’amico più giovane” (e del primo di questi, che da titolo alla serie, si presenta qui anche l’originaria versione teatrale); si aggiungo inoltre alcune poesie per gli attori e radiodrammi realizzati per la Rai. A compendio della scrittura poetica di Picchi si presenta infine il grande romanzo che dà il titolo alla raccolta, che si svela come serbatoio dell’immaginario dell’autore, stanza dei giochi con regole, dove sperimentare l’abbandono e le resistenza in poesia, la pittura di un flusso di coscienza.




Senza Fine, racconto e Arnaldo Picchi, note di biografiaLa rivista Culture Teatrali dedica il n. 17 ad Arnaldo Picchi, col titolo Arnaldo Picchi. Iconografia di un regista pedagogo. La pubblicazione include tutti gli interventi della Giornata di studi per Arnaldo Picchi, omaggio e investigazione attorno alla multiformità del lavoro di Picchi come professore e uomo di teatro. Massimiliano Briarava, chairman della quarta parte del convegno e organizzatore dell’intero evento, è incluso nella pubblicazione con una nota biografica di Picchi e un saggio: dal titolo Senza fine, racconto è dedicato alla sequenza di archetipi e ossessioni che hanno guidato Picchi nella scelta di soggetti e temi, e a una panoramica sulle sue produzioni e i suoi corsi accademici, interpretati come un work-in-progress permanente.





credits:

illustrazioni in bianco e nero di Giovanni de Francesco
fotografia di Erman Izzi
(tutti i diritti riservati)
faccio ciò che voglio e trattengo ciò che mi colpisce finchè ciò che non voglio mi dà un senso e una scrittura